Apocalypsis 1,1
Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve, e che egli ha fatto conoscere mandando il suo angelo al suo servo Giovanni. Ap 1,1
Dio si degni di aprirci i misteri e le perle di altissimo valore spirituale velate in questo meraviglioso libro profetico.
L’Apocalisse è un termine greco che dovrebbe essere tradotto “Rivelazione”, ma per l’elevatezza delle verità contenute nelle rivelazioni, S.Girolamo preferì conservare nella vulgata la parola greca “Apocalypsis”. Il passaggio dal Verbo ad un angelo, da un angelo a S. Giovanni e da questi alla Chiesa, è voluto per attenuare il fulgore della rivelazione all’umana intelligenza. Non si tratta di una rivelazione qualunque, ma di una rivelazione grandiosa riguardante gli ultimi avvenimenti della vita della Chiesa e del mondo, e profonde e grandi verità, contenute in simboli. Perché in simboli? Non a tutti è dato di conoscere i misteri del regno di Dio, come dice la Verità: “Quia vobis datum est nosse mysteria regni coelorum: illis autem non est datum” Mt 13,11. Così profonde e grandi verità non volle fossero a rischio di mistificazione da parte di eruditi secondo la carne, privi degli occhi dello spirito, e fraintese dagli ingenui. La verità racchiusa nelle immagini volle fosse conosciuta solo da coloro che indagano con pura coscienza. Se l’uomo avesse una rivelazione chiara e totale del suo cammino ne rimarrebbe atterrito, vedrebbe abissi di morte dove sogna ideali di vita, e conoscenze troppo precoci, per questo Dio svela a piccole tappe il cammino, come dice la Verità: “Adhuc multa habeo vobis dicere: sed non potestis portare modo” … “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.” Gv 16,12. Quante illusioni hanno indotto anche certi superuomini ad errare perché credevano di essere infallibilmente nella verità, credendo di avere eretto un trono sulle nubi, non videro di essersi assisi sulla polvere. Tarparono le ali della conoscenza spirituale e come le volpi preferirono le caverne oscure del naturalismo, del criticismo e dello scientificismo. Dio volle affidare a S. Giovanni, l’apostolo puro, quelle verità nascoste alla malizia, e ciò che aveva udito e visto nelle dimore più intime della Divinità lo manifestasse alla Chiesa. Non volle nascondere sotto il moggio la fiaccola della conoscenza, per non essere tra coloro che eletti luminari si fecero luci spente, e tra coloro che essendo sale si mutarono in veleno per i piccoli.
L’apocalisse è un libro di speranza e come tale afferma grandi verità racchiuse in enigmi: la divinità di Gesù Cristo, la sua vittoriosa esaltazione, le lotte della Chiesa nei secoli, il suo trionfo ma anche la sua apostasia, l’esistenza degli angeli buoni e malvagi, l’eterna gioia delle anime beate in Paradiso e le eterne pene delle anime dannate nell’Inferno, la giustizia di Dio che premia e minaccia castighi, la Sua bontà infinita che salva.
E’ detto che le cose avverranno tra breve perché ai Suoi occhi “mille anni sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte” … “Quoniam mille anni ante oculos tuos tamquam dies hesterna, quae praeteriit, et custodia in nocte” Sal 89,4.
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